La nevralgia del trigemino

- Cos'è la Nevralgia del Trigemino e quale impatto ha sulla vita di chi ne soffre?

La nevralgia trigeminale è una condizione terribilmente dolorosa e, insieme, una affezione davvero “speciale”, terribile per intensità, singolare nelle sue manifestazioni cliniche. E’ una esperienza drammatica e si manifesta con crisi dolorose violente, atroci, insopportabili, di tipo folgorante, o, meno frequentemente, urenti, trafittive. Il paziente resta immobile, folgorato dall’accesso doloroso; gli occhi diventano fessure microscopiche, il viso, contorto e contratto, assume una mimica che esprime grande sofferenza. I comuni atti fisiologici della vita quotidiana, quali il mangiare e il parlare, che coinvolgono i muscoli del viso e la pelle del volto, ingenerano la manifestazione dolorosa tanto che, per questi pazienti, diventa difficoltoso anche l’attendere all’igiene dei terrritori interessati; non di rado i pazienti affetti da nevralgia del trigemino vanno incontro a rilevanti cali di peso, per la difficoltà ad alimentarsi e la qualità della loro vita subisce un grave deterioramento in senso globale.


- cos'è il nervo trigemino? 

Il trigemino, o quinto nervo cranico, è un nervo "misto" costituito da una maggiore componente sensitiva e da una quota di fibre motorie; è il più voluminoso dei nervi cranici. Veicola gli impulsi sensitivi provenienti dalla quasi totalità della faccia, dal cuoio capelluto, dal padiglione auricolare, dal meato acustico esterno, dalle cavità nasale ed orale, dai denti, dall’articolazione temporo-mandibolare, dal rinofaringe e da gran parte delle meningi delle fosse craniche anteriore e media. Reca, inoltre, impulsi propriocettivi provenienti dai muscoli masticatori, mimici ed estrinseci dell’occhio. La componente motoria innerva i muscoli masticatori, il muscolo milo-ioideo, il ventre anteriore del muscolo digastrico ed, inoltre, il muscolo tensore del velo palatino ed il muscolo tensore del timpano.


- quante persone soffrono in Italia di nevralgia del trigemino? 

E’ difficile rispondere a questa domanda, per due motivi in particolare: 1) La nevralgia del trigemino è una patologia non rara ma sicuramente infrequente. Infatti, l’incidenza (il numero di nuovi casi per anno) di tale stato morboso cresce con l’età, da 3,7/100.000 abitanti, nelle fasce di età comprese fra 40 e 49 anni, fino ad arrivare a 25/100.000, nel gruppo fra  i 70 e gli 80 anni. Il secondo motivo è che non esiste un registro nazionale par la nevralgia trigeminale e molti casi non vengono nemmeno riportati come tali. In altri casi, altri pazienti ed anche medici etichettano troppe volte come nevralgia trigeminale un dolore che di trigeminale ha solamente la sede di distribuzione di una o più branche trigeminali, ovvero una metà del viso.  


- quali esami vengono effettuati per una diagnosi corretta? 

La diagnosi di nevralgia trigeminale è essenzialmente “clinica”. Infatti, una corretta raccolta dell’anamnesi ed uno scrupoloso esame neurologico consentono di porre diagnosi. La tomografia computerizzata non presenta indicazione primaria nello studio della nevralgia trigeminale. Lo studio TC dei nervi cranici, infatti ed in particolare del trigemino, è gravato dall’inconveniente di artefatti creati dalle strutture ossee della fossa cranica posteriore. La RM ha consentito il superamento di tali difficoltà, perchè in grado di fornire in modo non invasivo la rappresentazione spaziale del nervo cranico secondo il suo asse principale. E’ naturalmente indispensabile una valutazione globale dell’encefalo, per escludere patologie, quali la Sclerosi Multipla, a loro volta responsabili di una sintomatologia atipica oppure anche di forme secondarie ad altre condizioni quali tumori - benigni e non - etc.

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- quali sono le cure per questo terribile problema? 

Fortunatamente, l’arsenale terapeutico per il trattamento della nevralgia trigeminale è alquanto ampio.

La terapia farmacologica, che si avvale soprattutto di farmaci utilizzati per la cura dell’epilessia, è il trattamento di prima scelta.

I trattamenti chirurgici volti a risolvere la Nevralgia Trigeminale rappresentano una seconda linea di azione, e trovano generalmente un lorp ruolo quando la terapia medica si sia rivelata del tutto o in parte inefficace, talora dopo un periodo prolungato di risultati soddisfacenti. Le tecniche chirurgiche si avvalgono di interventi cosiddetti “percutanei”, oppure di interventi in fossa cranica posteriore Le procedure chirurgiche percutanee sono efficaci, maneggevoli, rapide, con tempi di degenza minimi, pressocchè prive di rischi, indicate soprattutto in quei pazienti, gli anziani “in primis”, in cui l’alea chirurgica è tale da controindicare un trattamento  maggiore. Il loro limite è costituito dalla transitorietà del risultato e dalle frequenti recidive, che impongono  nuovi trattamenti, con  ulteriore danno alle fibre nervose e conseguente sommazione dei  danni estesici.

La tecnica di decompressione microvascolare in fossa cranica posteriore è considerato un intervento chirurgico “maggiore”. Il razionale di tale intervento cosiste in quell ache viene considerate la causa della nevralgia trigeminale: un “conflitto” tra un vaso intracranico, generalemte arterioso, e la prima porzione del nervo trigemino, alla sua origine dal tronco dell’encefalo. L’intervento, che consiste in una piccola craniotomia suboccipitale, effettuata con tecnica microscopica, mira alla separazione del vaso dal nervo e viene eseguito in anestesia generale. 

In alcuni centri l’intervento chirurgico di decompressione microvascolare viene effettuato con l’ausilio dell’endoscopio, che consente una visione panoramica, ravvicinata ed orientabile delle diverse strutture, specie  se si utilizzano ottiche angolate (30°, 45°) ed estende l’angolo di visione, al fine di esplorare l’intero decorso del nervo secondo, diverse traiettorie.

Una ulteriore possibiltà di trattamento risiede nella cosiddetta radiochirurgia stereotassica. Con tale metodica, una dose ultraconcentrata di radiazioni viene convogliata sul nervo trigemino per trattare il dolore.

Felice Esposito

Università degli Studi di Messina

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