Gli Adenomi Ipofisari

Gli Adenomi Ipofisari

Cosa è un adenoma ipofisario?

Un adenoma ipofisario è un tumore - il più delle volte benigno - che colpisce la ghiandola ipofisaria. Sono lesioni a crescita lenta che derivano dalle cellule della ghiandola ipofisi - o pituitarica - che si trova alla base del cervello, proprio dietro gli occhi. La ghiandola ipofisi produce ormoni che regolano il corretto funzionamento delle altre ghiandole del corpo.
Un adenoma ipofisario può causare un eccesso di uno o più ormoni oppure non produrre alcun ormone funzionante; in questo caso si parla di adenoma ipofisario clinicamente non funzionante.

Quali sono i sintomi?

Un adenoma ipofisario può essere sospettato in base a sintomi, anamnesi medica e reperti fisici. Spiegare i sintomi è una parte cruciale della diagnosi, poiché il medico usa le informazioni per determinare se un tumore ipofisario sta secernendo un eccesso di ormoni o se vi è evidenza di insufficienza ipofisaria.
I sintomi che gli adenomi ipofisari producono dipendono da diversi fattori. Innanzitutto, si deve distinguere tra gli adenomi che producono un eccesso di ormoni e quelli clinicamente non funzionanti.
Quelli che producono un eccesso di ormoni possono essere anche molto piccoli ma causare sintomi e segni legati alla troppa secrezione dei vari ormoni ipofisari (GH, Prolatrtina, ACTH, TSH… altri sono molto più rari).
Gli adenomi ipofisari clinicamente non funzionanti causano tipicamente problemi legati alle dimensioni del tumore, che comprimono le strutture vascolari e nervose circostanti. I tumori più voluminosi possono comprimere il chiasma ottico - il punto di incrocio dei nervi ottici - portando alla perdita della vista. Oppure possono comprimere anche l’ipofisi normale e causare insufficienza ipofisaria. Questo è il motivo per cui è importante ottenere una valutazione completa della funzione ipofisaria se viene diagnosticato un adenoma.
Tuttavia, anche i tumori dell'ipofisi che producono ormoni possono crescere in grandi dimensioni, causando gli stessi problemi sopra descritti in aggiunta agli effetti correlati all’eccesso ormonale.

Come si fa la diagnosi?

I test diagnostici standard includono:
Esami ormonali: la valutazione della funzione ormonale ipofisaria è necessaria per ogni paziente con un tumore ipofisario. Ciò comporta un prelievo di sangue. I test ormonali sono in grado di rilevare o confermare un adenoma secernente un eccesso ormonale, oltre a determinare se vi è evidenza di insufficienza ipofisaria. Alcuni tumori funzionali, in particolare i prolattinomi, possono essere trattati efficacemente senza chirurgia e quindi è molto importante eseguire un test ormonale completo prima di prendere in considerazione la rimozione chirurgica del tumore. Un endocrinologo specializzato in tumori ipofisari aiuterà a interpretare i risultati del test.
Diagnostica per immagini: Un metodo che si utilizza per rilevare gli adenomi ipofisari è una scansione di risonanza magnetica (RM). Una risonanza magnetica può rilevare in modo affidabile gli adenomi superiori a quattro millimetri. La risonanza magnetica è la tecnica di imaging preferita per il rilevamento di adenomi ipofisari, sebbene a volte venga utilizzata una tomografia computerizzata (TC).

Qual è la terapia più efficace?

Il trattamento di un adenoma ipofisario dipende da diversi fattori, tra cui:

- Produzione ormonale da parte del tumore (se presente)
- Dimensioni del tumore
- Il grado di invasione delle strutture circostanti
- L’età del e lo stato di salute generale
Idealmente, più di uno specialista è coinvolto nella gestione del trattamento degli adenomi pituitari, al fine di garantire i migliori risultati.
La rimozione chirurgica è indicata per la maggior parte degli adenomi ipofisari sintomatici ad eccezione dei prolattinomi. La rimozione chirurgica transfenoidale (attraverso il naso) è tipicamente il trattamento di scelta. Fortunatamente, la chirurgia dell'adenoma ipofisario ha avuto importanti progressi tecnici negli ultimi due decenni, compreso l'uso di endoscopia ad alta definizione, tecniche di navigazione chirurgica e metodi di chiusura della base del cranio più efficaci.

Cosa ci si aspetta dopo un intervento chirurgico per adenoma ipofisario?

La maggior parte delle persone sottoposte a intervento chirurgico attraverso il naso rimane in ospedale solo uno o due giorni dopo l'intervento. È importante bere sufficienti liquidi dopo l’intervento per evitare di contribuire alla disidratazione. I pazienti possono essere invitati a monitorare la loro produzione di urina a casa per alcuni giorni dopo aver lasciato l'ospedale.
Viene anche insegnato a osservare i segni di un drenaggio chiaro e acquoso dal naso (una possibile perdita di liquido cerebrospinale). Può esserci un sapore salato in bocca o una sensazione di liquido drenante nella parte posteriore della gola.
Una volta tornati a casa, si dovrebbe evitare di sollevare qualcosa di più pesante di 5-10 chili per un mese dopo l'intervento. Non ci si deve soffiare il naso per favorire la guarigione della mucosa del naso.
Se è stata consigliata una terapia con alcuni ormoni (solitamente il cortisone in compresse), si dovrebbe continuare a prenderlo fino a quando non viene indicato altrimenti da un endocrinologo. L'interruzione improvvisa può causare nausea, mal di testa, sensazione generale di dolore o sintomi simil-influenzali e affaticamento.
Prima di lasciare l'ospedale verrà detto ai pazienti quando vedere i loro medici per un appuntamento di follow-up. In genere, vedranno il neurochirurgo due settimane dopo l'intervento chirurgico e l'endocrinologo sei settimane dopo. Una risonanza magnetica di controllo di solito viene eseguita circa tre mesi dopo l'intervento.

Prof. Paolo Cappabianca

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