Cisti Colloide del III ventricolo

Che cos’è una cisti colloide del III ventricolo?

E' un raro tumore benigno che nasce al centro del cervello e del sistema ventricolare, nel III ventricolo. Come dice il suo nome, ha un aspetto cistico e contiene materiale per lo più gelatinoso, amorfo, ma talvolta più solido e con piccole calcificazioni. La sua crescita è lenta ma in una sede che provoca l’ostruzione del circolo liquorale con idrocefalo ipertensivo, talvolta acuto con morte improvvisa.


Come si manifesta la cisti colloide?

Più frequente tra i 30 e i 40 anni è talvolta è un reperto occasionale alla TC o alla RM, senza segni clinici. Al contrario, in caso di idrocefalo, compaiono cefalea e vomito con  progressivo peggioramento dello stato di coscienza fino al coma.

 

Qual’ è  il quadro radiologico?

La cisti colloide è facilmente visibile sia alla TC che alla RM, anche senza contrasto, e per questo può essere anche un reperto occasionale, che necessita sempre di visita dal neurochirurgo. Si riconosce come lesione apparentemente cistica, a margini netti, con segnale diverso dal liquor ventricolare e dal parenchima cerebrale, e con contenuto di diversa densità.


Qual’ è la terapia?

Il trattamento è solo chirurgico. Non è indicata né la radioterapia, né la chemioterapia. E’ possibile sia l’asportazione in microchirurgia che in neuroendoscopia.
In microchirurgia è sempre necessaria una craniotomia di alcuni centimetri ed un corridoio cerebrale di dimensioni tali all’uso di un aspiratore ed una pinza bipolare. Nel  postoperatorio c’è una maggiore frequenza di morbidità ed un più lento recupero.
In neuroendoscopia è sufficiente un foro craniotomico di 12 mm per il passaggio di un endoscopio con diametro massimo di 6 mm. Gli strumenti chirurgici passano all’interno dell’endoscopio e può essere usato anche la fibra laser per ablazione ed emostasi. Il  recupero postoperatorio è più rapido con minore incidenza di complicanze.

Può recidivare?

Il trattamento microchirurgico o endoscopico può essere definitivo se l’asportazione è totale. Quando è necessario lasciare un residuo, la ricrescita è molto lenta anche dopo 10 anni. La recidiva può essere nuovamente asportata chirurgicamente sia in endoscopia che in microchirurgia.


Dott. Piero Andrea Oppido

Struttura Complessa di Neurochirurgia, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCCS, Roma


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