FOCUS SULLE TERAPIE CHIRURGICHE E MOLECOLARI NEI DISTURBI DEL MOVIMENTO

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La neurochirurgia funzionale rappresenta un’opzione terapeutica per la Malattia di Parkinson (MP) ed altri disturbi del movimento fin dagli anni 50, epoca in cui si utilizzavano procedure chirurgiche ablative in stereotassi per trattare tali patologie. Negli anni 60, con l’introduzione di un trattamento efficace quale la levodopa, vi fu una drastica riduzione dell’approccio neurochirurgico per la MP. Nel 1987, scoprendo che la stimolazione ad alta frequenza del talamo mima l’effetto di una lesione e permette un efficace controllo del tremore, il gruppo di Grenoble di Benabid e Pollak ha dato l’avvio all’era della stimolazione cerebrale profonda (DBS), permettendo la rinascita della chirurgia per i disturbi del movimento. Caratteristiche quali l’adattabilita?, la reversibilita? e la relativa sicurezza hanno, inoltre, consentito un’applicazione bilaterale della DBS, rispetto alle tecniche ablative, possibili solo unilateralmente. La stabilita? nel tempo dell’efficacia clinica ed i vantaggi offerti dalla DBS, nonche? l’avvento all’inizio degli anni 90 di un nuovo modello della fisiopatologia dei gangli della base, hanno suggerito di estendere la DBS ad altri targets, quali il globo pallido interno (GPi) ed il nucleo subtalamico (STN). In particolare, la stimolazione del STN si e? dimostrata efficace sulla triade di sintomi tipica della MP, consentendo di ridurre il dosaggio farmacologico, e quindi le discinesie levodopa-indotte. Pochi anni dopo, la DBS bilaterale del GPi e? divenuta un trattamento consolidato per la distonia generalizzata primaria.

A circa 30 anni da questa svolta storica, ci troviamo di fronte ad un nuovo scenario. Sebbene, ad oggi, la DBS, grazie anche ai progressi tecnologici che continuano a perfezionare questa terapia, sia di gran lunga la principale tecnica stereotassica per il trattamento dei disturbi del movimento, nuovi interrogativi e sfide si pongono, come ad esempio riguardo ai benefici a lungo termine di tale terapia, e ai potenziali nuovi target ottimali. Inoltre, recentemente, si sta mitigando la classica riluttanza nei confronti delle tecniche lesionali, grazie alla possibilita? di praticare un’ablazione di strutture cerebrali profonde, in assenza di incisione chirurgica del cranio, offerta dagli ultrasuoni focalizzati ad elevata intensita? e dalla gamma-knife. Di queste tecniche va, tuttavia, stabilito quale spazio possano avere nell’ambito dei trattamenti per i disturbi del movimento, considerandone effettivi benefici, rischi, e limiti. Infine, vanno considerati i notevoli progressi compiuti nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici e dei fattori genetici alla base dei disturbi del movimento, che hanno consentito di avviare delle sperimentazioni innovative utilizzando terapie molecolari, geniche, e cellulari, finalizzate a modificare l’evoluzione di tali patologie, rallentandone la progressione.

Grazie alla presenza di alcuni tra i massimi esperti a livello nazionale ed internazionale, il corso si pone l’obiettivo di fornire un aggiornamento sulle diverse terapie chirurgiche oggi disponibili per il trattamento dei principali disturbi del movimento (MP, tremore, distonia), fornendo gli strumenti per valutare criticamente e comparativamente quale sia l’opzione migliore da proporre per ciascun paziente, tenendo conto anche dei possibili rischi legati alle procedure. In quest’ottica, verranno approfonditi i molteplici aspetti connessi alla selezione, che rappresenta una tappa essenziale per il relativo successo terapeutico. Verra?, inoltre, approfondito il management post-operatorio del paziente, sottolineando per ciascuna terapia chirurgica i benefici e le problematiche connesse, fornendo anche le indicazioni pratiche per la loro gestione. Saranno trattate in modo dettagliato le innovazioni tecnologiche in ambito di DBS (ad es. ruolo del neuroimaging e visualizzazione del volume di tessuto attivato, VTA, sistemi direzionali e stimolazione adattativa) che permettono di ottimizzare l’efficacia clinica, di ridurre gli effetti collaterali e i tempi di gestione post-operatoria. Il corso sara? anche l’occasione per illustrare le prospettive future della chirurgia per i disturbi del movimento, su cui vertono specifici progetti.

Verra?, inoltre, fornito un aggiornamento sulle piu? recenti sperimentazioni di terapie molecolari (ad es. anticorpi anti-sinucleina, inibitori della glucosilceramide sintetasi) e cellulari (cellule staminali) nella MP, e di terapie geniche (ad es. oligonucleotidi antisenso) per la M. di Huntington, in quanto rappresentano differenti modelli di approccio che potrebbero rivoluzionare il trattamento di queste malattie neurodegenerative.

La partecipazione dei discenti sara? stimolata, oltre che dalla classica discussione e da una tavola rotonda, anche tramite una apposita sessione interattiva dedicata al confronto diretto tra tutti i partecipanti e gli esperti, utilizzando un sistema informatizzato.

QUI il programma del corso.

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